Il fuoco di bivacco

Puoi leggere l'introduzione degli itinerari di preghiera

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IL FUOCO DI BIVACCO

Il bivacco è luogo dello stare intorno al fuoco, luogo della condivisione, dello scambio e della festa. Fare festa insieme, saper giocare è una dimensione importante della nostra vita scout. C’è una gioia da coltivare nel nostro stare insieme. Il gioco ci insegna innanzitutto che la nostra vita non è fatta solo di lavoro, di efficienza, di risultati, ma ha bisogno di allegria, di tempi non segnati dal calcolo, di gratuità, della bellezza dello stare insieme nella accoglienza dell’altro, nella serenità.

Fare festa è il momento che indica come l’impegno e il lavoro sono orientati all’incontro con gli altri, alla gioia condivisa e alla condivisione.

 

“Lo scoutismo è un gioco pieno di allegria” (B.P.)

La leggenda del fuoco – canto scout

Danza la vita – canta e cammina 

In ascolto della Parola

Prov 8,24-31

24Quando non esistevano gli abissi, io fui generata,
quando ancora non vi erano le sorgenti cariche d'acqua;
25prima che fossero fissate le basi dei monti,
prima delle colline, io fui generata,
26quando ancora non aveva fatto la terra e i campi
né le prime zolle del mondo.
27Quando egli fissava i cieli, io ero là;
quando tracciava un cerchio sull'abisso,
28quando condensava le nubi in alto,
quando fissava le sorgenti dell'abisso,
29quando stabiliva al mare i suoi limiti,
così che le acque non ne oltrepassassero i confini,
quando disponeva le fondamenta della terra,
30io ero con lui come artefice
ed ero la sua delizia ogni giorno:
giocavo davanti a lui in ogni istante,
31giocavo sul globo terrestre,
ponendo le mie delizie tra i figli dell'uomo.

 

Mt 18,1-5: «Chi dunque è più grande nel regno dei cieli?». 2Allora chiamò a sé un bambino, lo pose in mezzo a loro 3e disse: «In verità io vi dico: se non vi convertirete e non diventerete come i bambini, non entrerete nel regno dei cieli. 4Perciò chiunque si farà piccolo come questo bambino, costui è il più grande nel regno dei cieli. 5E chi accoglierà un solo bambino come questo nel mio nome, accoglie me.


Per la riflessione

Giocare il gioco

Lo scouting è come una partita di calcio. Sei selezionato come attaccante: gioca il gioco; gioca per il successo della tua squadra. Non pensare alla tua gloria personale o ai rischi che puoi correre: la tua squadra è dietro di te. Gioca a fondo e sfrutta al massimo ogni possibilità che hai. Il calcio è un bel gioco, ma ancor più bello di esso e di ogni altro è il gioco dello scouting.  (Baden Powell, Giocare il gioco)

 

“Il gioco è un’azione, o un’occupazione volontaria, compiuta entro certi limiti definiti di tempo e di spazio, secondo una regola volontariamente assunta, e che tuttavia impegna in maniera assoluta, che ha un fine in se stessa; accompagnata da un senso di tensione e di gioia, e dalla coscienza di ‘essere diversi’ dalla ‘vita ordinaria’.”

(J.Huizinga, Homo ludens, 1946, p. 49)

 

«Se non ritornerete come bambini, non entrerete nel Regno dei Cieli». Il bambino è colui che gioca.  «I giochi dei bambini non sono giochi, bisogna considerarli come le loro azioni più serie»

(Michel de Montaigne)

 

La liturgia stessa è gioco: è momento in cui si prendono le distanze dalla realtà, si interrompe il tempo ordinario, per assumere un ruolo diverso, per vivere nell’assemblea l’incontro con Dio. «Nell’esperienza liturgica il credente ha la possibilità di ristrutturare la propria identità esattamente come avviene nel gioco. La liturgia mette nelle condizioni di ritornare alla verità dell’essere umano, ovvero l’essere figlio di Dio».

 

Il gioco non è quindi un mettere tra parentesi la realtà (si gioca per scherzo, si vive sul serio) quanto piuttosto un altro livello di realtà, tramite cui è più facile rivelare i modi in cui viviamo la vita quotidiana”. 

(Stefano Bartezzaghi, La biblioteca di Babele. Dal dado al social network. A che gioco stiamo giocando? -UTET, 2016)

 

“Il gioco è una cosa seria. Il gioco, nelle sue varie forme, è una frontiera in cui ritrovare il sé al di fuori di condizionamenti e di scopi, se non quelli interni al gioco stesso, in grado di riportare l’attenzione del singolo sul singolo stesso, illuminando ogni volta dettagli diversi di cui non si era a conoscenza. Per questo motivo è soprattutto l’adulto che deve giocare, poiché è in grado, con la sua maturità, di cogliere i segnali profondi provenienti dall’essere in gioco, così da poter sempre avere uno spazio in cui rapportarsi a se stesso, senza le etichette e le maschere imposte dalla società”.

(Lorenzo Santini, Dalla filosofia del gioco alla filosofia per gioco)

Bivacco

Attorno al fuoco

le danze e i canti della sera

attorno al fuoco

le urla e le risate del comune gioco

attorno al fuoco

le musiche di canti ricordati

attorno al fuoco

i volti stanchi e le gambe infreddolite

attorno al fuoco

il silenzio e le parole condivise

attorno al fuoco

la preghiera e lo sguardo al tuo vicino

attorno al fuoco

la gioia dello stare cullati dalle stelle

attorno al fuoco

le parole sagge di una antica storia

attorno al fuoco

il respiro di comunità prima del riposo.